Roma, 5 marzo 2008 - L'università di Pisa rende omaggio ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani. L'11 marzo i due grandi cineasti italiani riceveranno una laurea honoris causa in cinema, teatro e produzioni multimediali presso la facoltà di lettere e filosofia. Lo stesso giorno sarà anche inaugurata una grande mostra fotografica sul loro cinema e sarà presentato un libro sul loro ultimo film, 'La masseria delle allodole'.
I due fratelli registi vedono questa occasione come il completamento di un arco: da quando arrivarono a Pisa da San Miniato nel '46 fino ad oggi. ''I tedeschi - ricordano - avevano distrutto la nostra casa e ci dovemmo trasferire. Arrivammo sopra la cabina di un camion del circo dove avevamo messo anche tutte le nostre masserizie. Quando dai vicoli di Pisa sbucammo sul Lungarno fu uno spettacolo veramente bello. Da allora abbiamo avuto un rapporto forte con l'Università di Pisa.
L'abbiamo frequentata perché c'erano amici e una bella attività culturale. In realtà noi, essendo figli di un avvocato, dovevamo fare legge, ma abbiamo fatto solo pochi esami perché già pensavamo in assoluto al cinema. A Pisa abbiamo formulato le nostre prime idee di cinema e abbiamo girato la nostra prima inquadratura. La nostra lectio magistralis si chiamerà perciò 'Itinerari: da la Sapienza (l'università di Pisa) allo schermo'. Tutto questo nasce sotto il presidio del professor Lorenzo Cuccu che ha scritto libri anche su di noi''.
I Taviani fanno un film ogni tre anni e in questo momento sono pieni, come sempre, di idee, progetti, immaginazioni e amano citare Pirandello quando dice: ''un autore deve essere come la corolla di un fiore che deve restare sempre molto aperta, rivolta verso il cielo in attesa che un'ape o un colpo di vento porti il polline. Perché finché il caso non porta del polline sul fiore aperto non succede niente''
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